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Struttura Tetto FraternoCRITERI GENERALI DEL PROGRAMMA Nonostante nei tossicodipendenti si possano riscontrare delle caratteristiche comuni, dei temi dominanti, delle configurazioni intrapsichiche e relazionali simili, dai contributi che ci giungono dalla letteratura e dall’esperienza diretta nella pratica professionale, emerge un quadro piuttosto eterogeneo. L’immagine del tossicodipendente sembra notevolmente differenziarsi sulla base delle proprie caratteristiche individuali e famigliari, del proprio percorso evolutivo e del quadro nosologico che meglio lo contraddistingue. Ne deriva che il trattamento proposto per questa utenza debba necessariamente essere personalizzato. Tuttavia, pur tenendo in massima considerazione la necessità di personalizzare il trattamento, la Comunità “Tetto Fraterno” propone ai suoi utenti un programma generalizzato di intervento che si sviluppa lungo tre momenti essenziali: fase di accoglienza, fase ergoterapica - riabilitativa e fase del reinserimento lavorativo e sociale.

Fase di accoglienza

  • In questa prima fase si mira principalmente:
  • al recupero psicofisico (regolarizzazione abitudini di vita, controlli medico sanitari),
  • a ricostruire e chiarire la situazione giuridica,
  • alla conoscenza della storia personale e tossicologica,
  • alla conoscenza della qualità dei rapporti famigliari,
  • a delineare il profilo psicopatologico dell’ospite.
  • A conclusione di questa fase si valuta, con il servizio inviante, la possibilità per l’utente di proseguire il trattamento presso la Comunità “Tetto Fraterno” o la necessità di individuare una struttura più idonea alle sue caratteristiche.
Tempi: 3 mesi


Fase Riabilitativa

Questa fase vede la formulazione di un programma individualizzato calibrato sulle reali esigenze e potenzialità dell’utente. Vengono così valorizzate le risorse individuali e si pongono le basi per la formalizzazione di un progetto finalizzato al reinserimento sociale.
In questa fase si mira così:
  • favorire una maggiore conoscenza di sé,
  • al raggiungimento di una adeguata capacità di autovalutazione delle proprie risorse e dei propri limiti,
  • a stimolare l’autonomia personale, il rispetto per la propria persona (cura di sé, della propria salute), la responsabilizzazione, l’autostima e l’autocontrollo,
  • a preparare alla tenuta nell’attività lavorativa,
  • a stimolare le capacità di problem solving.

Tempi: questa fase prevede un periodo variabile a seconda dell’evoluzione di ciascun ospite. In genere ha una durata media di 8-12 mesi.


Fase del Reinserimento Lavorativo e Sociale

Il reinserimento nella società rappresenta il banco di prova della solidità raggiunta dal tossicodipendente in termini di responsabilità, autonomia, interdipendenza e controllo di sé. Quest’ultima tappa del trattamento viene ponderata in base alle caratteristiche e all’evoluzione del percorso riabilitativo di ogni utente. Poiché il momento in cui l’utente torna a reinserirsi nel tessuto sociale è la più delicata, la Comunità si propone di intensificare il sostegno e il monitoraggio. In questa fase si mira: alla ricerca attiva dell’impiego (stesura c.v., individuazione impiego idoneo alle proprie capacità, ricerca, valutazione proposte) e dell’eventuale alloggio, a incrementare la fiducia nelle proprie risorse.

Tempi: anche questa fase può assumere un tempo variabile sulla base delle caratteristiche dell’utente. In genere ha una durata media di 8-10 mesi.


Dimissione

La dimissione viene concordata con l’utente e il servizio referente sulla base dei risultati ottenuti (riabilitazione e reinserimento sociale).

Oltre la Comunità

Riteniamo che dopo la dimissione, non si debba proporre un’interruzione programmatica di ogni relazione con l’utente. Ma si debba continuare a sostenere il soggetto nel suo nuovo progetto di vita ed a monitorarne l’andamento.

STRUMENTI D'INTERVENTO
La metodologia utilizzata consiste in:

Interventi di carattere psicologico

L’attività psicologica prevede una fase iniziale di valutazione psicodiagnostica attraverso i seguenti strumenti: MMPI – 2, SCL – 90, ASI. Segue l’attività di sostegno psicologico individuale ed eventualmente alla famiglia, ferme restando la volontarietà della fruizione e della frequenza da parte dell’utente e dei famigliari.

Interventi di carattere sanitario

Tali interventi vengono svolti attraverso:
  • Supporto medico ed infermieristico
  • Esami ematologigi di routine
  • Visite mediche specialistiche


Interventi di carattere educativo

  • Colloquio educativo
  • Riunioni periodiche
  • Attività lavorative
  • Attività formative
  • Consulenza legale
  • Attività ricreative
  • Drug test


Colloquio educativo

Il colloquio educativo con gli operatori/educatori e il responsabile è uno strumento privilegiato di intervento e fornisce possibilità di confronto, supporto, accoglienza, chiarimento e verifica.

Riunioni periodiche

Le riunioni rappresentano un importante momento di incontro tra tutti gli ospiti e il personale educativo ed hanno lo scopo di promuovere uno spazio di confronto, chiarificazione e ed espressione verbale dei vissuti tra i vari attori coinvolti nel processo educativo.

Attività lavorative

L’ attività lavorativa rappresenta un importante strumento di intervento. Vengono svolte attività di cura degli animali, di assemblaggio nel laboratorio attrezzato della Comunità, di manutenzione della struttura esterna ed interna, di taglio dell’erba nei campi, di trasloco presso i privati, di pulizia degli ambienti comuni e personali.
Tali attività oltre ad avere valore educativo sono volte all’acquisizione e al potenziamento di abilità tecniche e operative.

Attività formative

  • Culturali: visione film e letture con discussioni ad essi relative.
  • Scolarizzazione: gli utenti non impossesso del titolo di licenza media sono invitati a frequentare il corso EDA per il suo conseguimento. E’ inoltre data la possibilità di frequentare corsi di formazione professionale, sulla base del programma terapeutico individualizzato concordato con il servizio inviante.
  • Patente: possedere la patente di guida aiuta ad incrementare l’autonomia. Pertanto viene promosso lo studio per il suo conseguimento (con corsi interni organizzati da volontari) o vengono espletate tutte le pratiche burocratiche atte al riottenimento della stessa.


Consulenza legale

Il servizio di consulenza legale è nato dall’esigenza di tutelare gli utenti in carico, che non dispongono di un proprio avvocato, in relazione a tutte le problematiche giuridiche che li riguardano. Il consulente si rende disponibile a: ricostruire le posizioni penali, predisporre linee difensive, formulare istanze. Inoltre offre il proprio appoggio nel richiedere conversioni in libertà vigilata per le pene pecuniarie, modifiche delle eventuali misure cautelari disposte dai Giudici per le Indagini Preliminari, ricorsi avverso le sentenze di primo e secondo grado, elezioni di domicilio provvisorio, verifiche con gli Uffici Esecuzione delle Procure della Repubblica in ordine a provvedimenti di cumulo di pene concorrenti o di eventuali revoche di condoni o sospensioni condizionali della pena.

Attività ricreative

  • Gite e uscite con volontari e/o parenti, per favorire la ripresa dei contatti con il tessuto sociale e incentivare l’instaurarsi di positive relazioni con i famigliari.
  • Tempo libero


Drug test

Settimanalmente, o comunque a discrezione del personale educativo, tutti gli ospiti della struttura vengono sottoposti a drug test per verificare l’eventuale presenza nelle urine di sostanze metaboliti delle varie droghe o dell’alcool.

FalegnameriaVERIFICHE L’osservazione è lo strumento di verifica più utilizzato dalla Comunità. L’osservazione viene effettuata dall’intera equipe. L’ospite viene osservato in una quantità di contesti differenti, ciò permette di avere una visione quanto più completa del suo repertorio comportamentale, affettivo, cognitivo e relazionale.
Sono stati individuati dei comportamenti – bersaglio e meta da osservare, comportamenti ritenuti significativi per la valutazione dell’utente nel suo percorso comunitario. Tali osservazioni vengono annotate su un diario settimanale e successivamente su di una scheda di valutazione trimestrale. Attraverso la compilazione periodica di tali strumenti da parte dell’equipe viene aggiornata la conoscenza sull’utente, sull’andamento del suo programma per eventualmente ricalibrarlo. Viene poi fornito un feedback all’ospite delle osservazioni e valutazioni effettuate.
L’equipe valuta anche l’efficacia delle modalità di intervento programmate, delle proposte e del contesto relazionale e ambientale.
Per rendere ancora più efficace l’attività di feedback fornita all’utente, per cercare di evitare distorsioni nella percezione di sé, degli altri e dell’andamento del programma, parallelamente al lavoro di osservazione effettuato dall’equipe, si richiede all’ospite di compilare una scheda di autovalutazione trimestrale del tutto simile a quella utilizzata dallo staff educativo. Questo con lo scopo di sensibilizzare l’ospite all’automonitoraggio, all’autocritica, ad incrementare le capacità di introspezione, nonché di contribuire a modificare il proprio comportamento e di avere dei punti di riferimento precisi per valutare l’effettivo percorso intrapreso. I dati emersi vengono poi discussi con l’equipe.

Parchetto con sedieGIORNATA TIPO La vita in comunità è ritualizzata: l’ordine e la sequenza con cui vengono giornalmente proposte le attività conferiscono prevedibilità agli eventi, infondendo sicurezza. Vi è un tempo per lavorare, un tempo per divertirsi, un tempo per pensare a se stessi in un modo sconosciuto al tossicodipendente.

7.00 7.30 9.00 12.00 13.30 17.00/17.30 19.00 21.00 23.00/23.30
Sveglia, igiene personale e pulizia degli ambienti ad uso privato Colazione e pulizia ambienti comuni Attività occupazionali Pranzo Riordino sala pranzo e riposo Attività occupazionali Termine attività Igiene personale Cena Riordino sala pranzo Attività ricreative Ritiro in camera per la notte

FoglieRAPPORTI CON LE FAMIGLIE Il percorso comunitario prevede che, qualora la famiglia si configuri come risorsa significativa per il tossicodipendente, venga pianificato un riavvicinamento. Di sovente però, si riscontrano famiglie assenti o rifiutanti, che esplicitano il loro desiderio di mantenersi distanti dal membro tossicodipendente. Molto più spesso ancora, si incontrano famiglie patologiche aventi un ruolo attivo nella costituzione o nel mantenimento delle problematiche legate alla tossicodipendenza. In questi casi l’importanza dell’intervento con le famiglie viene ridimensionato e i contatti attentamente monitorati.

Indicazioni specifiche per i famigliari dell’ospite

Al fine di rendere più sereno e proficuo il percorso comunitario intrapreso dall’ospite, si richiede ai parenti di collaborare con gli operatori e si indicano alcune norme da seguire:
  • è tassativamente vietato lasciare denaro, telefono cellulare o altri beni preziosi direttamente all’ospite
  • ogni contatto con l’ospite dovrà essere concordato con gli operatori
  • ogni richiesta dell’ospite fatta ai famigliari dovrà ricevere l’avvallo degli operatori della comunità
  • dopo le uscite si richiederà un riscontro in merito alla qualità del tempo trascorso assieme
  • non portare notizie all’ospite del gruppo amicale di appartenenza prima dell’ingresso in comunità
  • si ritiene opportuno che i parenti non permangano a lungo nelle camere degli ospiti. Allo scopo la comunità ha disposto apposito locale per i colloqui con i famigliari, parenti o conoscenti